Archive for maggio, 2014

maggio 30, 2014

Holly

L4, Barceloneta Paseeig de Gracia, sera di domenica 25 maggio 2014.

Oliver Hutton, eri tu. Stesse sopracciglia, occhi grandi, stessa altezza, capoccia rotonda, capelli rotondi, spallette rotonde, fisico asciutto, zainetto e abbigliamento da calcetto in spiaggia.

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maggio 25, 2014

“Gente che andava nuda a caccia di Marmotte quando noi già si accoltellava un Giulio Cesare”

ho cercato il video di questo stralcio di Fascisti su Marte qui sopra, ma non c’è. il popolino della rete non l’ha mai estrapolato dal film. non so cosa pensare. il mio inaspettato rigurgito nazionalista mi fa un po’ paura, ma forse perché è la prima volta che mi succede. di essere orgogliosa delle mie origini.

dici te, ci vuole poco, quando capisci che esiste anche un posto dove le persone mischiano la birra (birra…) con la limonata, il vino con l’aranciata, e preparano bevande con il succo di pomodoro invece che farci il sugo per la pasta.

mah.

vabbè.

contenti loro.

ma va bene lo stesso, eh. solo che ci pensi, alla lavorazione e all’uso delle materie alimentari come segno del passo dell’amore per… per… non lo so, per stare bene? (non voglio scrivere per la bellezza, anche se dovrebbe esser questo)

maggio 25, 2014

neuroni specchio

finalmente ho capito. non c’entra la mia infanzia schifa, né il mio segno zodiacale ascendente cancro, non c’entra l’essere figlia femmina mediana di due maschi. è che ho troppi neuroni specchio, sono quelli che mi fottono. così, se la persona media italiana ha, per dire, mille neuroni specchio necessari all’umana empatia, all’imedesimazione con l’arte, alla vicinanza tra vite diverse, io ne ho un miliardo, e la mia vicinanza con altri esseri si avvicina così tanto da diventare pornograficamente lacrime. è per questo, l’ho capito, piango perché ho troppi neuroni specchio e non riesco a mantenere la distanza emotiva. quella razionale sì, tant’è che mentre piango mi dico “ma che cazzo piangi a fare?!”. perché, parliamoci chiaro, non posso emozionarmi anche se vedo in tv una platea di nazisti che applaudono il fhurer senza farmi delle domande sul che cosa mi sta succedendo. e mentre cerco di capire cosa cazzo il mio sistema simpatico stia combinando, continuo ad avere ondate elettriche lungo i miei arti inerti. e allibiti. poverini.

quindi ricorda: sono i neuroni specchio.

questa è l’ultima scusa che potrai spiegare dandoti un tono di complessità e bioscienza, cita il titolo di quel libro che fa effetto, glissa le risatine, e comunque manda sempre a fanculo chi continua a mostrare comprensione per questo coportamento bizzarro. non ti aiutano per niente. ti aiutano di più quelli che dicono “non puoi andre avanti così, devi smetterla, ormai sei adulta” o anche “questo è un meccanismo schifo che il patriarcato ti ha installato per attirare compassione e sfuggire al conflitto”.

ecco, duri e puri.

sono i neuroni specchio. non resta che capire come sfruttarli, questi stronzi.

 

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