aggiornamenti d’autunno

cara s., il cielo di bologna sta dicendo chiaramente Io ve lo dico, tra un po’ inizia il grigio fisso. si perché ci prova a giorni, un pomeriggio, un giorno intero, così. però fa caldo, allora l’autunno è dolce dolce, poco inclinato e forse gli alberi, come l’anno scorso, avranno tempo di colorarsi per bene prima di addormentarsi. è tempo delle potature, ciack delle cesoie, e motorini di qualche seghetto, o di chissàcché diavolo taglia vegetali. arriva l’umido, che ti fa la cappa sotto la giacca in bicicletta, che sudi perché non capisci la temperatura, che la cipolla non sai dove metterla, quando ti spogli.

stiamo diventando un po’ più grandi. presto festeggerò la laurea di una mia amica, forse l’ultima laurea che festeggerò, non ne ho più di amici (oh, cavolo sì invece aspetto quella di G., che sarà un’apocalisse!) in corsi da finire. i bambini nati hanno imparato a camminare e vanno su bici senza pedali, nani sono nati, altri stanno per arrivare, i fidanzati si trasferiscono per vivere insieme, i poster si tolgono, le scritte sui muri di imbiancano, i pensieri si siedono e guardano quello che dovrà succedere, cose di questo tipo.

volevo dirti, cara cara s., che aspetta a tornare, salta il grigio e infila due arancioni di seguito. così quando arriverai avremo una bella scorta per il prossimo letargo! iniziano a farsi vedere i  mandarini, le zucche e l’altro giorno sev mi ha fatto assaggiare per la prima volta il corbezzolo. ma l’hai visto? è una meraviglia, un frutto esploso. e lì, per favore, prendi un po’ di cajou per me? ce n’è lì? ce n’è per me? potrò piantarlo?
il mio avocado è in pausa di riflessione. non si decide, lo capisco, ora inizia il grande grigio, odve vuoi che vada? sarà costretto ad ascoltare un sacco di stronzate in una brutta aria consumata.

caro d., ogni tanto faccio foto al pepeoncino, perché voglio fartelo vedere. è arrivato a fare 4 frutti rossi, di cui due molto piccanti, gli altri due sono ancora in canna. ha perso molte foglie, ma i frutti devono ancora diventare rossi per bene, e calmo arriva tutto. ho imparato che la parola preferita dei peperoncini è la Y, è lo schema che seguono per crescere. la menta, invece, la furba, genera racidi anche dai rami stessi, se li avvicini tanto alla terra da farli parlare. la menta vorrebbe tanto diventare infestante, e nel suo vaso lo è. è stata una ragazza volenterosa, e io ho imparato a potarla quando non ce la faceva più. e comunque, è diventata fissa con le melanzane, giusto per fartelo sapere. quando tornerai te le farò assaggiare, e ti accorgerai che le melanzane con menta E peperoncino non sono niente male, e forse penserai che le cose buone sono spesso vicine e non le vediamo, incontrando la banalità della morale finale di cui non fa mai a meno. ricordati che voglio ancora vedere i disegni.

caro d e cara s, quando verrete qui giocheremo a trivial pursuit e berremo vodka lemon, o guaranito, e siccome inizierò a nevicare, seppure marzo, resteremo tutti in casa sotto chili di piumoni a parlare della vita che passa e della paura che fa il tempo e che venisse giù 4 metri di neve solo così che avremo voglia di tirare fuori le mani e sudare nella neve per venirne fuori.

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